pensavo di tornare a scrivere un articolo nel secondo anniversario della tragedia del COVID, cioè il 18 di marzo, ma al momento sembra che abbiamo cose più urgenti di cui discutere.
Ovviamente la vicenda del COVID non è terminata, anzi proprio in questi giorni i dati non ci confortano e i positivi aumentano, ma penso che torneremo ad occuparci di questi due anni di COVID più avanti, qui sul Blog.
L’urgenza di questo articolo è derivata da un fatto molto concreto e cioè un commento di un mio ex alunno ad un post su Facebook di alcuni giorni fa, nel quale lui si lamentava del fatto che ultimamente i miei commenti viravano spesso e volentieri sul sarcastico più che sul serioso.
In effetti è vero, e come sanno coloro i quali mi seguono da tempo io utilizzo Facebook soprattutto come megafono per per lamentarmi di alcune cose, quindi non mi occupo di nulla di serio, semplicemente è una valvola di sfogo. Utilizzo i social per quello che sono, anzi il Social perché Facebook è l’unico Social che io frequento, da sempre. Ma siccome lui mi si chiedeva un commento serio sulle vicende della guerra in Ucraina mi sono sentito in dovere di scrivere un articolo sul Blog perché qui riesco ad argomentare in maniera più ampia, cosa che non è possibile fare con un Post su Facebook o in un Commento su FB.
Alcuni giorni fa qualcuno mi ha inviato un video di un docente della LUISS (prontamente sconfessato e cacciato dall'Università) che passa ormai la maggior parte del suo tempo in TV e mi chiedeva un commento. Io non ne avevo mai sentito parlare e malgrado sia abbonato al Messaggero da anni non avevo mai letto un suo articolo su quel giornale e quindi non sapevo nulla della sua esistenza e nemmeno che insegnasse all’Università LUISS di Roma. Mi rifiutai di guardare quel video dicendo che non ero interessato a trasmissioni superficiali come i Talkshow su LA7 e che preferivo spendere il mio tempo in cose più utili e serie ad esempio leggere “Guerra e Pace” di Tolstoj.
Ma nei giorni successivi le polemiche attorno a questo personaggio sono cresciute e mi ha colpito la sua dichiarazione che essendo stato allontanato dal Messaggero se ne andava a scrivere su un altro giornale che poi ho scoperto essere il Fatto Quotidiano. Il professore si dichiarava dispiaciuto per le persone che si erano abbonate a quel giornale solo per leggere i suoi articoli, mostrando di essere veramente poco umile se non decisamente arrogante.
Avendo deciso di scrivere anche di lui mi sono costretto FORZATAMENTE a vedere un video, sempre della pessima trasmissione sul canale LA7, uno spezzone di circa 6 minuti durante il quale si confronta con il giornalista Fubini. Devo dire che ho sofferto molto in quei 6 minuti e ho confermato la mia intuizione che si tratta di un personaggio che non sa assolutamente relazionarsi e non capisco come possa essere un professore universitario. Manca completamente della capacità di comunicazione e poiché evidentemente non è sicuro di quello che dice cerca solamente di togliere la parola all’interlocutore per non farlo parlare. Nei 6 minuti dello spezzone invece di utilizzare i 3 a sua disposizione per esporre le sue tesi e ascoltare nei restanti 3 minuti l’interlocutore ha "rubato" ben 4 minuti su 6 e non contento ha sottratto un ulteriore minuto alle risposte del suo interlocutore interrompendo continuamente come farebbe un cafone qualsiasi al bar. Nel solo minuto rimasto il suo interlocutore lo ha distrutto completamente dicendo poche parole ma precise e circostanziate.
Secondo questo “pseudo esperto” se Messico e Canada non obbedissero agli Stati Uniti la risposta sarebbe la stessa, ma forse il professore non conosce la storia di Canada e Messico e fa un po’ di confusione. Quando poi si parla dell’invasione americana di Cuba (qualcuno ricorda le migliaia di carri armati NATO sulle spiagge di Cuba e i cacciabombardieri USA che hanno raso al suolo l’Avana per caso?) forse confonde il tentativo ridicolo dell’invasione della “Baia dei porci” che non ha nulla a che fare con il genocidio spaventoso che sta avvenendo oggi in Ucraina. Proprio ieri andava cianciando in TV che se Putin non dovesse vincere la guerra (e alla svelta) userà certamente l'atomica. In pratica secondo lui quando un bullo compie le sue normali attività a scuola, cioè bullizza i compagni di classe, lo si deve lasciar fare altrimenti userà i pugni e inizierà a fare davvero molto male. Non capisco come si possa chiamare professore un personaggio di tal fatta. Un professore, o un qualsiasi docente, e io lo so bene avendo insegnato per 40 anni, difende il più debole non si schiera dalla parte del bullo. Bene ha fatto la LUISS a prendere le distanze da questo soggetto!
In breve la sua tesi sostiene che è colpa della NATO se Putin ha invaso l’Ucraina e ha dato inizio ad una guerra che non ha solutamente nessuna giustificazione. Secondo me è vero che negli ultimi 20 anni la NATO e l’Europa si sono molto allargate e sicuramente questo non ha fatto piacere a Putin, probabilmente non faceva nemmeno parte degli accordi che erano stati presi 20 anni fa quando si è dissolta l’Unione Sovietica dopo la caduta del Muro di Berlino (ma questo non è certo). E sin qui si può arrivare a discutere e confrontarsi civilmente con tesi contrapposte, come dovrebbero fare studiosi giornalisti e docenti universitari. Cosa ben diversa invece è parteggiare per un dittatore disumano che invece di risolvere le questioni in maniera politica si affida all’uso della forza soprattutto contro civili, donne e bambini, per far prevalere un punto di vista (giusto o sbagliato che sia).
Questa scelta non è tollerabile e non può essere sottovalutata da nessuno, mai! Cercare in qualche modo di arrampicarsi sugli specchi per dire che in fondo non è solo colpa di Putin ma che lui è stato provocato suona, nel momento in cui i Missili Russi attraversano i cieli dell’Ucraina, come una nota veramente stonata soprattutto per le famiglie di quelle persone che sono in lutto per la perdita dei loro cari. Ma lo abbiamo giá detto, questo docente universitario sembra privo di sensibilità e preoccupato soltanto dal suo EGO e dalla sua immagine riflessa in uno specchio.
Ora cerchiamo di riassumere i fatti e vediamo qual è il nocciolo della questione. Tutti i commentatori che stanno dalla parte di Putin o sostengono tesi simili a quella del professore della LUISS dicono che in fondo la colpa di tutto ciò che accade è imputabile solo alla NATO e agli americani. I Russi sarebbero solo le vittime delle mire espansionistiche ed imperialiste degli Americani e degli Europei, che sarebbero i loro vassalli. Secondo me è una visione un pochino distorta della realtà anche se in parte è vero che Americani (e anche alcuni paesi europei) stanno cercando di tenere Putin fuori dei giochi delle superpotenze. In fondo si immagina un mondo in cui da una parte c’e la NATO e dall’altra (in futuro) potrebbe esserci la Cina, come nel secolo scorso ci fu l’Unione Sovietica. Putin non accetterebbe questo gioco e vorrebbe un posto al "tavolo dei grandi". Continuare a vedere le cose da questo punto di vista mi sembra un po’ miope, è una visione che ha come assunti di base che nel mondo debbano esistere sempre 2 blocchi contrapposti, una volta Americani e Sovietici e oggi Americani e Cinesi. Il mondo come lo conoscevamo nel secolo scorso era certamente il mondo uscito da JALTA, ma il volere fare ritornare le lancette della storia a quell’anno è semplicemente ridicolo!
Proviamo per un attimo ad immaginare un "passato distopico", un passato in cui noi Italiani non fossimo mai entrati nella NATO. Ovviamente è soltanto un esercizio di immaginazione, ne più nè meno come nel romanzo di Philip Dick “La svastica sul sole”. Lì si immaginava una Germania vittoriosa nella 2° Guerra Mondiale che piegava gli Stati Uniti e governava quel continente insieme al Giappone. In questo romanzo ipotetico, che si potrebbe intitolare ”Falce e martello sulla culla della civiltà”, cerchiamo di capire cosa sarebbe potuto accadere nel Secolo scorso con l’Italia nel patto di Varsavia e fuori dalla NATO.
Provo ad immaginare brevemente come sarebbe andata la mia vita di italiano medio nato negli anni ‘50.
A) Non avrei frequentato Scuola Media e Liceo Classico dai Salesiani a Milano perché la Congregazione dei Salesiani (come tutte le altre congregazioni appartenenti alla Chiesa Cattolica) sarebbe state messa fuorilegge giá alla fine della guerra.
B) Non avrei potuto fare l’Obiettore di Coscienza (opponendomi al servizio militare obbligatorio) perché in un paese del patto di Varsavia o servivi nell’esercito o finivi in Siberia, ovviamente se eri fortunato.
C) Non avrei mai studiato Psicologia all’Università perché l’Universitá Salesiana di Roma non sarebbe mai esistita o sarebbe stata abolita.
D) Non sarei mai diventato Insegnante di Religione, non avendo potuto frequentare l’Università Lateranense, perché l’Università sarebbe stata chiusa e quella zona di San Giovanni probabilmente sarebbe diventata un luogo dedicato alle stalle dei Cosacchi che si sarebbero installati a Roma.
Ecco riflettendoci brevemente devo dire che preferisco la NATO ai NUOVI BARBARI. Ho potuto studiare scegliere cosa fare nella vita e quale professione fare grazie alla democrazia che è sopravvissuta in Italia. Qualcuno dirà che quella che abbiamo è solo una parvenza di democrazia e che siamo servi degli Americani, forse è vero in parte, ma dovendo scegliere obbligatoriamente la vita con i Sovietici o con gli Americani scelgo certamente la seconda. Forse non sarà la migliore delle vite possibili ma sicuramente è la meno peggio. Ora nel migliore dei mondi possibili, o nei miei sogni, io vedrei un’Italia forte e culla della civiltà che insieme alla Grecia ed altri paesi che hanno forgiato la Storia dell'umanità riescono ad imporre agli altri paesi europei una visione grande e lungimirante in cui l’Europa riprende il suo posto e si distacca dagli Americani. Magari ci fosse un’Europa così, un insieme di paesi veramente coesi e non tenuti insieme soltanto da una moneta o da affari che tutti favoriscono tranne che gli italiani. Una cosa sono i bei sogni ma alla fine la mattina ci si sveglia e si va a scontrarsi con la triste realtà, che è la realtà di una terribile guerra.
Io non ho certamente una soluzione, nel mio piccolo non saprei come risolvere una crisi così grave che ci porta sull’orlo della 3° Guerra Mondiale. Ma sorrido al pensiero che professoroni, docenti universitari ed esperti in TV abbiano già una soluzione pronta per tutto. Io so solo una cosa, la vita che ho vissuto non è stata poi così male, e se avessi vissuto sotto una dittatura certamente non potrei dire la stessa cosa.
Le certezze incrollabili le lascio agli altri, io mi accontento di questa consapevolezza, e sono sicuro che non è poco!
"Chi sta con i NUOVI BARBARI chieda “asilo politico” a Putin,
liberissimo di farlo, ma la smetta di sputare nel piatto della NATO,
dove ha mangiato negli ultimi 70 anni!"
Alberto

