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Fahrenheit 451

 
  Cari amici e lettori di Albert Blog, pochi giorni fa, a fine giugno, c’è stata l’ennesima tragedia del mare. Un centinaio di dispersi e 3 bimbi morti. 

  Le foto dei cadaveri dei bambini (immagini forti) sono state  messe in prima pagina dai giornali, inutilmente direi, perché sono servite solo ad aumentare la polemica ed il tifo da stadio, disgustoso specialmente in occasioni come questa. Nei giorni successivi alla tragedia è addirittura circolata una incredibile Fake News che pretendeva di dimostrare come quella foto fosse stata ricostruita in studio.

   FALSO … esistono rullini di foto che, in momenti diversi, documentano questa tragedia. Ma lo sappiamo bene tutti ormai che le notizie che circolano in rete vanno prese con le molle e facendo molta attenzione, serve verificare le fonti e non cliccare sul primo link postato da qualche conoscente ingenuo. Oggi poi che i complottisti che si scatenano in rete urlando e sbraitando idiozie talmente improbabili che non incanterebbero un ragazzo di 14 anni, se mediamente acculturato, sono arrivati al Governo (basti pensare al fatto che il “campione” delle scie chimiche e del finto allunaggio - Sibilia - oggi è un Ministro della Repubblica) è davvero difficile ragionare pacatamente su questo problema, gli sbarchi, la chiusura dei porti etc … che ormai sembra l’unico tema politico presente in Italia. Provo con questa mia riflessione ad esporre il mio punto di vista, opinabile naturalmente ma spero documentato e non sopra le righe.

   Come si è arrivati a questo “piccolo olocausto quotidiano”? Lo definisco in questo modo forse provocatorio perché leggevo un commento su FB di un lettore che si chiedeva quando ci sará e quale sarà il "giorno della memoria dei profughi annegati”, dichiarandosi convinto che un giorno ci renderemo conto, o noi o i nostri posteri di quanto sia grave quello che stiamo facendo oggi. (I morti nel 2017 hanno superato quelli del famigerato 11 settembre 2001 per i quali ci commuoviamo ogni anno vedendo i servizi martellanti in TV).

   Ci si è arrivati in modo graduale, saltando gli antefatti (colonialismo barbaro e predatorio di alcune nazioni europee del XIX secolo - con la Francia in prima fila a fare la parte del Leone). Ma passiamo al periodo più recente. Alla fine del XX secolo la Geopolitica a livello mondiale cambia (basti pensare alla "Caduta del Muro di Berlino” e al nuovo ruolo interpretato dalla Cina sullo scacchiere economico e militare) e l’Africa è quella che in prima battuta soffre maggiormente per questi cambiamenti. Le FINTE primavere arabe (fomentate dagli USA) poi, danno il colpo di grazia ad una situazione già decisamente precaria. Negli ultimi lustri masse crescenti di disperati hanno iniziato ad ammassarsi in Nord Africa, in particolar modo in Libia e Turchia, per raggiungere l’Europa via mare o via terra.

   La rotta turca ha sovraccaricato la Grecia, già provata dal rigore economico di una Germania che si è mostrata molto egoista in questo frangente e oggi che la Merkel vacilla con lei rischia di crollare tutta la torre. La rotta libica ha puntato direttamente verso l’Italia. Caduto il dittatore libico, diventato scomodo per gli interessi francesi, quel paese diviso in Tribù come era 50 anni fa, è diventato il candidato ideale per diventare la piattaforma di lancio di orde di disperati che si sono trasformati nell’unico vero business praticabile dai "nipotini" di Gheddafi, il commercio degli schiavi. Ebbene si, amici, di questo si tratta, del commercio di disperati senza prospettive che accettano di rischiare la vita con la promessa, molto aleatoria, di un futuro migliore.

   La schiavitù è stata abolita da secoli, persino gli americani l’hanno abolita nel XIX scolo, dopo una sanguinosa guerra civile, ma oggi è ritornata con un nuovo nome. Sentivo ieri a SkyTG che per i trafficanti la vita umana ha un valore variabile dai 10 ai 90 dollari, a seconda che si tratti di uomini donne o bambini, e proporzionalmente all’età. Gli schiavi vengono usati per lavorare anche 12 o 14 ore al giorno fino allo sfinimento e alla morte per fatica. Sono utili per il traffico di organi umani e per lo sfruttamento sessuale. Ci si riferiva, naturalmente, soprattutto ai disperati che vivono in Asia e che stanno messi, se possibile, ancora peggio degli africani. Ma gli africani stessi sono presi di mira dalle multinazionali che hanno bisogno di terra da coltivare a costo zero o quasi. Basterebbe leggere questo articolo di Silvestro Montanaro per comprendere meglio la gravitá del fenomeno.

  E dove andranno gli abitanti dei villaggi che vengono devastati e sequestrati dai ricchi capitalisti occidentali? Fuggono dove e come possono, fuggono da una morte certa, non meno certa della morte per causa della guerra (come accade in Siria). E noi cosa facciamo? Distinguiamo i profughi che hanno diritto all’asilo da quelli cosiddetti "economici" da rispedire “a casa loro”, come se loro avessero ancora una casa. Ma ditemi chi sarebbe così folle da attraversare deserti e rischiare la vita in mare se avesse una “casa sua”? Davvero esiste qualcuno, leghisti compresi, così ingenuo da credere alla favola del rimandiamoli a casa loro? In realtà questo è un dramma che ha radici lontane e che ci vede corresponsabili (anche se noi italiani magari lo siamo meno di altri) e quindi chiamati in causa nel trovare una soluzione. D’altra parte è anche vero che flussi non controllati che durino anni sarebbero insostenibili sia da una sola nazione sia da un intero continente. Si tratta di rimboccarsi le maniche e cercare di ARGINARE un problema che purtroppo a questo punto ormai NON può essere più risolto.

  Ma la risposta non può essere chiudere indiscriminatamente Porti o blindare le Frontiere con del filo spinato, come hanno fatto in Ungheria. Si tratta di una finta risposta che in realtà serve solo ad accaparrare voti e a dare l’illusione di ordine e controllo. Con questa finta soluzione però si paga un prezzo esoso in termini politici. Non a caso oggi si affacciano i populismi e le derive fasciste e dittatoriali come si affacciarono negli anni '20 e '30 in Germania ed in Italia e che si concretizzarono con la fine della Repubblica di Weimar e l'ascesa del nazismo (per i tedeschi) e con l’avvento del fascismo (per gli italiani). Non lo dico io cari amici, lo dice oggi il Financial Times, giornale amato da alcuni ed odiato da molti, ma una testata autorevole non certo una fucina di Fake News.

  Bisognerebbe riflettere bene su questo pericolo per non ricadere di nuovo in queste tentazioni autoritarie e populiste. Infatti  grandi pensatori del dopoguerra, soprattutto italiani (ma non solo), avevano immaginato una casa comune, l’Europa. Sì la vituperata "Europa dell’Euro" nasce per impedire che ritornino nazismo e fascismo in Europa, una piaga da combattere come la peste. Ma purtroppo sappiamo tutti che il fantastico esperimento ormai volge (purtroppo) al fallimento. Ne parlavo nel mio libro: "2061: il ritorno della cometa", alcuni mesi fa, parlando al mio nipotino e sforzandomi di immaginare l'Europa tra 20 anni. Temo di essere stato un facile Profeta, anche se spero con tutte le mie forze di essere smentito da un colpo di reni dei nostri politici europei che al momento sono solo ripiegati sugli egoistici interessi nazionali.

 

  

  

 

  Si è pensato che ci volesse una moneta unica per legare indissolubilmente i popoli. È stato un errore colossale, che ha portato le masse ad odiare l’idea stessa di una casa comune, vista come una ulteriore burocratizzazione inutile e spesso dannosa. Se non fosse così Salvini non avrebbe raddoppiato i voti e, sondaggi alla mano, non li avrebbe ormai potenzialmente quasi quadruplicati. I neonazisti in Germania sono una minaccia concreta ed un oscuro ministro degli interni in Germania si erge per bloccare il 4° governo Merkel.

  La Germania e la Francia sono le principali responsabili di questa situazione. Gli egoismi degli “ordoliberisti" teutonici e dei nostalgici "neocolonialisti” francesi, se non si interviene subito, porteranno al collasso il nostro Continente. Tra pochi mesi, il 29 Maggio 2019 ci saranno le elezioni europee e c’è chi teme il sorpasso dei populisti, che potrebbero in quoto modo sfasciare l’Europa dall’interno.

  Ecco, il problema della migrazione e degli extracomunitari è molto complesso, ed io ho solo aggredito alcuni versanti fondamentali del problema, ma ci sarebbe da scrivere dei libri su questo argomento. Nel frattempo decine di migliaia di persone muoiono, molti sono bambini innocenti.

  So bene che è difficile se non impossibile arrestare processi mondiali che coinvolgono diversi stati, come le guerre e le migrazioni epocali, ma è questo che oggi siamo chiamati a tentare di fare. Ragionare ed agire cercando di trovare una soluzione con la testa e con il cuore.  E’ una citazione indiretta di Enrico Mentana che sul suo profilo FB dice :

<< Per dire che vanno accolti tutti bisogna essere senza cervello.
Per dire che vanno lasciati affogare bisogna essere senza cuore. >>

 

  La soluzione, come al solito, sta nel mezzo. Saremo capaci noi di usare cuore e cervello in modo da riuscire se non ad interrompere almeno a diminuire questo “piccolo olocausto quotidiano”? 

  Alla fine, per non sbagliare, chiediamoci tutti noi onestamente e senza fare il tifo per questo o per quello con una citazione nemmeno troppo mascherata di Primo Levi :  


   

SE QUESTI SONO UOMINI ... E DONNE ... E BAMBINI ! 

 

   

Alberto