Contenuto principale

 4 leader
  Cari lettori di Albert Blog anche questo mese parleremo della situazione politica italiana.

  Oggi sono tornato con la mente a quella mattina del 16 marzo 1978, il giorno che cambiò (e per sempre) la storia della nostra Repubblica. Sono passati già 40 anni da quel giorno e se fossi uno dei pronipoti di Alexandre Dumas potrei scrivere un libro che provocatoriamente invece di "lasciare" (Mike Bongiorno docet) contribuirebbe a "raddoppiare" il titolo del famoso romanzo dell'autore  francese. 

  Peccato che non ci siano più degli impavidi moschettieri che tentano di portare a termine una “Mission Impossible” ma solo povere imitazioni di politici che si affacciano alla ribalta e che pretendono di gestire uno Stato e di guidare un governo senza aver mai fatto un "vero" lavoro in vita loro. "Ma come i due leader emergenti sono da anni in politica", si potrebbe obiettare. Certo, ma spesso dimentichiamo che far il politico non dovrebbe essere un mestiere, dovrebbe essere un servizio ed una "vocazione".

  Purtroppo, ad oggi, personaggi come De Gasperi, La Pira o lo stesso Aldo Moro non solo non esistono più ma sono stati dimenticati da molti. Stamattina in una classe ho provato a fare un esperimento e ho chiesto ai ragazzi e alle ragazze presenti se avessero memoria di questi personaggi che hanno contribuito a far crescere l'Italia. A parte Aldo Moro, il cui nome alcuni avevano ascoltato in TV, nebbia fitta e abbondante. Non ho voluto infierire e non ho chiesto loro se conoscessero il significato del termine “politica” e il fatto che la parola derivi dal nobile termine greco πόλις, sarebbe stato davvero troppo, visto che non insegno in un Liceo Classico. Una cosa è certa tra i politici in B/N che vedete nella foto in alto e quelli a COLORI non esiste una possibilità di confronto, appartengono a Galassie diverse e lontanissime, e certamente quelli a colori non saranno mai all’altezza di quelli in B/N. (almeno questa è la mia opinione)

  Ma torniamo a noi e al senso di questo Post e cioè dove eravamo e dove ci troviamo oggi a distanza di otto lustri. Eravamo nel pieno dell'epoca del terrorismo "rosso"e dello stragismo "nero" nel 1978. Eravamo ad un bivio ed è stata necessaria una svolta per andare avanti e salvare il salvabile. Conosciamo bene il seguito e cioè la fine della prima Repubblica e il disastro ed il tradimento di tutte le speranze riposte nella seconda Repubblica. Pochi giorni fa il leader dei 5 Stelle ha scritto una lettera a Repubblica dove dice: "Con il voto del 4 marzo è iniziata la terza Repubblica ...", io spero che lui comprenda bene il significato di queste parole. Più volte negli ultimi anni si è parlato di terza Repubblica e quasi sempre a sproposito. Oggi forse si può dire che ci siamo davvero nella terza Repubblica, ma certamente non nel senso che intende Di Maio. Ci siamo perchè si apre una fase nuova e come avvenne negli anni '90 quando i partiti tradizionali si "sciolsero", nel giro di pochi mesi come neve al sole, sotto i colpi del "nuovo" che avanzava. (Ricordate la “meteora" Di Pietro e la sua "Italia dei valori", inghiottita e fagocitata proprio dai 5 Stelle?)

  Domenica scorsa si sono dissolti i due Poli che hanno retto alternativamente le sorti della Repubblica negli ultimi 5 lustri. Berlusconi è stato umiliato dal leader della destra emergente, Salvini, e a sinistra é iniziata la resa dei conti. Bisognerebbe intendersi quando si parla di sinistra ovviamente. Mi ripugna un pochino attribuire il termine sinistra a gente come Renzi o a Grasso o a D'Alema (seppellito simbolicamente da una valanga di mancati consensi). Credo che la gente seria di sinistra, i comunisti di una volta, quelli che ricordano ancora la figura di Enrico Berlinguer non potrebbero che rabbrividire all'idea di sostenere un governo 5 Stelle. I Comunisti ed i vecchi democristiani negli anni '60 e '70 frequentavano le scuole di partito prima di proporsi ed entare in politica. Perfino personaggi come Almirante, uno dei fondatori del Movimento sociale, erano diverse spanne al di sopra di gente come Salvini. Sarebbero inorriditi anche i missini veraci di una volta a vedere nelle mani di chi è finita la destra.

 Lo so bene io sono un "vecchio dinosauro", con i miei 12 e passa lustri sul groppone, ed è ovvio e quasi banale che avendone viste di tutti i colori sia portato a dire la famosa frase: "ai miei tempi", che mi faceva così sorridere da giovane.
Ma obiettivamente non si può che rimpiangere la preparazione il "savoir fare" e la lungimiranza politica di alcuni statisti della prima Repubblica. Naturalmente tutti vorrebbero politici onesti ed impegnati solo a fare il loro dovere, forse è una bella utopia ma certamente politici "onesti" ma allo stesso tempo incapaci non risolvono i problemi.

 Questa mattina andando al lavoro ho evitato decine di buche gigantesche, direi voragini più che buche, ma non sono riuscito ad evitarne almeno 6, tanto erano vicine le une alle altre. In un percorso di circa 3 chilometri è davvero troppo. È vero che le buche sono un problema che affligge questa città da anni, ma negli ultimi 42 anni (da quando vivo a Roma) non ho mai visto una situazione così degradata e da terzo mondo. Leggo oggi sui giornali che anche se in ritardo la magistratura ha aperto una inchiesta su questo “scandalo del NON fare per non sbagliare”. (potrebbe essere Il motto della nostra carissima Virginia). È una metafora della nostra situazione di stallo e dell'incapacità di decidere e di prendersi le responsabilità della politica. Io non capisco perché un politico si fa eleggere se poi ha paura a firmare qualsiasi delibera per paura di sbagliare. Errare è umano, ma il "non fare" è diabolico e causa spesso anche morti e feriti. Cosa direbbe oggi Aldo Moro di questa "povera Italia"? Cosa direbbero i suoi avversari di un tempo, a cominciare da Berlinguer? Secondo me sarebbero sbigottiti ed increduli constatando come una Repubblica che si è faticosamente risollevata dalla tragedia del fascismo e della guerra e che era tornata ad essere una delle "grandi" tra le nazioni (G7) oggi sia in balia dei diktat di Bruxelles e degli aspiranti "leader per caso" (Di Maio e Salvini) che al massimo possono essere considerati dei "turisti della politica", spettatori passivi che si atteggiano a salvatori della Patria ben sapendo che non hanno i mezzi e gli strumenti per cambiare davvero il trend negativo che ci sta portando verso il "G-7" (G meno 7). Infatti se esistesse una classifica al contrario tra i paesi del mondo l'Italia presto potrebbe trovarsi a combattere per non diventare sestultima.

  Le file di disperati cittadini italiani in Puglia di ieri (elettori 5 stelle) che pretendono subito il reddito si cittadinanza è solo un primo segno di quello che dobbiamo aspettarci. Lo sappiamo tutti: "chi semina vento raccoglie tempesta", ed il buon Giggino Di Maio non ha ancora capito cosa lo attende in futuro, e non potrá non pagare la cambiale in bianco che gli presenteranno le regioni del Sud che lo hanno votato in massa, e non lo hanno votato certamente per il suo curriculum o per le sue abilitá politiche. Ho dedicato il secondo articolo del mio Blog proprio a colui che è stato (grazie al PD) vicepresidente della camera nella passata legislatura

  Ma alla fine dei conti di chi è la colpa di questa desolazione e di questo deserto arido che ci circonda? I colpevoli siamo tutti noi, in qualche misura, perché i risultati raggiunti, o meglio non raggiunti, vanno attribuiti ai protagonisti che li hanno causati anche se indirettamente (noi elettori). Abbiamo delegato troppo spesso in passato e lasciato soli a prendere le decisioni chiave per il nostro futuro dei rappresentanti indegni della nostra fiducia o addirittura disonesti. Riflettiamoci perché tra poco torneremo a votare, e forse sarà davvero l'ultima chance, non sprechiamola ancora una volta.

 Come potrei concludere questa mia riflessione? Forse con una piccola provocazione per cercare di sdrammatizzare la situazione attuale, che non è affatto rosea. La Borsa non è ancora in fibrillazione, ma se entro la fine della primavera non si troverà una soluzione all'orizzonte si profila già l'arrivo degli elicotteri della Troika con il FMI in prima linea, come avvenne qualche anno fa in Grecia. Non è una prospettiva piacevole considerato che in passato ci siamo già svenati per uscire dai guai (durante il tragico 2011-2012 di Monti e Fornero) rinunciando al futuro per i nostri figli e ai diritti conquistati in decenni di lotte (pensioni e posti di lavoro stabili) rendendo il lavoro precario e sottopagato. Siamo alla frutta, ed è già stato raschiato il fondo del barile, altri miracoli di finanza creativa non sono più possibili. Svegliamoci !!! 

 

 

“Se questa è davvero la terza Repubblica, 'aridatece' la prima,

in fondo non era poi così male (vista col senno di poi).” 

 

   

Alberto