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Fahrenheit 451

 
  Cari amici e lettori di Albert Blog, questo mese ho deciso di condividere con voi una riflessione che ho fatto in queste ultime settimane. Come credo sappiate ho reso disponibile il mio ultimo libro tra Ottobre e Novembre, prima in formato elettronico (21/10) e poi in formato cartaceo (9/11). Ecco è proprio questo l’argomento di questo Post mensile, il futuro del libro e soprattutto il futuro del “formato del libro”. 

   Dando uno sguardo al link qui sopra (preso da Wikipedia)  possiamo notare che si parla della storia del testo scritto addirittura facendo un salto indietro di 5000 anni, ma al libro in versione elettronica è dedicata solo una misera riga. 

  A mio modo di vedere in realtà è possibile che nei prossimi non 5000 ma 50 anni Wikipedia dedicherà agli eBook il 90% dello spazio e ai testi cartacei (dalle pergamene in poi) solo il 10%. Lo so bene può sembrare una provocazione questa affermazione così perentoria, ma devo dire che ho davvero avuto modo in queste settimane di toccare con mano, ed in prima persona, questa realtà emergente. Forse turberò il sonno di molti tra di voi ma sono giunto a questa convinzione mio malgrado essendo io stesso un grande estimatore ed amante dei libri in formato cartaceo. Certamente le pergamene per gli egiziani ed il testo stampato su carta con macchinari a caratteri mobili ai tempi di Lutero hanno fatto la storia. Oggi noi siamo i figli di quella cultura e non possiamo che ringraziare pergamene e fogli di carta se siamo arrivati dove siamo oggi. Credo che la stesa Scienza non si sarebbe diffusa così rapidamente ed in maniera capillare senza i libri cartacei, ma oggi siamo arrivati a confrontarci con quella che si chiama pomposamente “svolta epocale”. 

  La stampa ha certamente avuto soprattutto risvolti sociologi, politici e religiosi fondamentali e non solo. Basti pensare alla nascita del Protestantesimo ed al fatto che senza l’invenzione di Johannes Gutenberg il buon Martin Lutero difficilmente sarebbe diventato così noto nell’Europa di quei tempi. Oggi invece Lutero avrebbe dovuto avere solo un Blog molto frequentato ed una presenza massiccia sui vari “social" per riuscire a sfondare e per diffondere le sue idee in maniera efficace. Avrebbe aggirato in questo modo il famigerato “Indice dei libri proibiti”, che era lo strumento inventato a quei tempi per cercare di contenere (in maniera decisamente poco democratica) il diffondersi di idee non approvate e non solo il Protestantesimo. 

   Ma torniamo a noi ed alla mia esperienza di queste settimane. Negli ultimi anni io sono stato solo uno spettatore in questo dibattito emergente che definirà in futuro chi tra tra Libri ed eBook alla fine avrà il sopravvento. Ero un consumatore di eBook e quindi un attivo lettore di libri in formato elettronico. Ormai sono abituato e non utilizzo più il libro di testo cartaceo nemmeno a scuola ma uso solo la versione elettronica del libro di testo che ho sempre caricato sul mio fido iPad. Il mio primo Kindle mi è giunto dalla Florida nel lontano 2011 quando Michele (mio figlio) lo acquistò in dollari, per me, su Amazon.com (visto che in euro costava il 35% in più). Ma oggi nel 2017 sono diventato un editore, non sono più un semplice lettore e inizio a vedere le cose in maniera un pochino diversa. 

   Provo ad illustrare nel dettaglio il mio punto di vista. In passato ho pubblicato un libro in versione cartacea con un Editore tradizionale. Esperienza interessante ed appagante ma mai quanto quella di pubblicare un libro “da solo" in totale libertà ed in versione cartacea ed elettronica. Se ci si affida ad un editore si deve essere pronti a cedere ai compromessi, ad iniziare dal titolo dell’opera o dalla copertina. L’editore, come è giusto che sia, baderà soprattutto al profitto ed al fatto che il libro dovrà essere comprato dal maggior numero di persone possibili. È il suo lavoro e non può essere certamente biasimato per questo. Nel caso in cui invece voi siate l’editore di voi stessi le cose stanno in maniera completamente diversa, avete libertà assoluta e potete addirittura decidere di fare una scelta “folle” come quella che ho fatto io poche settimane fa decidendo di mettere il libro in vendita a ZERO euro. Scelta “folle” solo apparentemente in realtà. Da quando il libro in formato eBook è stato messo a ZERO euro i download sono esplosi, come dimostra il grafico che vedete qui sotto, ed il numero dei lettori è velocemente cresciuto fino ad arrivare al “magico numero" di circa 600 unità in sole 3 settimane. 

 

 

   Ora ditemi se questo fatto non debba far riflettere sia me che voi. Un illustre sconosciuto, come il sottoscritto, scala le classifiche di Amazon (a livello nazionale) senza un apparente motivo e secondo me solo per il fatto che ho potuto rendere disponibile il mio lavoro in formato elettronico. Se avessi dovuto competere con il solo libro cartaceo non solo non sarei giunto brevemente al 10° posto nella Classifica dei Bestseller (almeno per un giorno) ma sarei appunto rimasto un illustre sconosciuto. Volete sapere quante persone hanno richiesto il libro in formato cartaceo? Solamente 4, incredibile a dirsi, ma è proprio così.

   Il rapporto tra testo cartaceo e testo in formato elettronico è 1 a 150. Non 1 a 3 oppure 1 a 10 ... ma un “incredibile” 1 a 150. Un divario spropositato che mi fa comprendere che l’acquisto di un testo cartaceo è decisamente scoraggiato sia dai costi che dalla logistica. Se scarico il libro gratuitamente dal mio tablet bastano un paio di click diversamente dovrò aspettare nella migliore delle ipotesi un paio di giorni e restare a casa in attesa dell’arrivo del corriere di Amazon, oltre al fatto di dover sborsare del denaro. 

   Sono certo che le 4 persone che hanno acquistato il libro in formato cartaceo, e lo stanno leggendo, sono fortemente motivate e le ringrazio per questo, ma vi devo confessare che scrivere il testo in formato cartaceo richiede il triplo del tempo rispetto alla realizzazione dell’eBook con programmi ormai molto diffusi come Scrivener. Ecco perché Michele, mio figlio, ultimamente dà la precedenza ai libri in formato elettronico, io non capivo (da lettore) come mai trascurasse i testi in formato cartaceo, ora lo comprendo e so bene la fatica che si fa e quanto poco ne valga la pena, in termine di “costi benefici". 

   Ovviamente questo non significa che il mio prossimo libro non sarà realizzato anche in formato cartaceo, ma so già che il rapporto di vendite è chiarissimo e disarmante. Conviene realizzare il supporto cartaceo solo per regalarne una copia ad amici o parenti e poter magari apporre la propria firma e la dedica, ma resta un “gesto romantico", d’altri tempi, che in futuro temo scomparirà. Non è che io abbia messo in vendita il testo ad un prezzo alto è il minimo prezzo consentito dalla Piattaforma di Amazon. È un prezzo “ridicolo", per un libro di 326 pagine (fotocopiarlo costerebbe più del doppio), ma non è ZERO come il formato elettronico. Ho scelto di non guadagnare nemmeno un centesimo in entrambi i casi, ma con il testo cartaceo avrei fallito se il mio scopo fosse stato dare la massima diffusione al mio testo. 

   Facendo due conti 600 persone in 20 giorni in media significa 900 persone al mese quindi oltre 10.000 persone all’anno. Non accadrà ma se dovesse accadere un “Signor nessuno” come me avrà diffuso la sua opera arrivando ad una platea a 5 cifre. Solo Amazon, nel mio caso, ha la possibilità di darmi questa opportunità. Oltretutto il testo in formato elettronico è un “ipertesto” quindi i link sono funzionanti e nel mio libro ho messo diversi link molto importanti per il lettore e dubito che i lettori del formato cartaceo digiteranno pazientemente sul loro PC la lunga stringa necessaria per andare sul mio sito a vedere (ad esempio) le foto di me e della mia famiglia o dei miei antenati.

   Tralascio il fatto che dalla Dashboard di KDP ogni 60 minuti posso tenere sotto controllo le vendite in tempo reale e vedere “dove” vengono acquistati i testi resi disponibili online. Un amico “altista” (Alessandro) qualche giorno fa ha postato il link di questo sito su un gruppo di discussione FB (Cronache dal Silenzio) e lo ringrazio per l’opportunità di poterlo utilizzare in questo Post:  http://www.worldometers.info/it/

  Se provate a contare con un cronometro quanti nuovi libri vengono pubblicati in un giorno (riga 14) vedrete che sono circa 7.200 cioè oltre 2.600.000 libri ogni anno. Libri che in gran parte restano nelle librerie e nei depositi spesso invenduti. Pensate allo spreco di carta, di tempo e soprattutto di denaro. In futuro non ce lo potremo più permettere, e lo dico a malincuore, perché io “amo” i testi cartacei, ma devo riconoscere che sono “il passato". 

  Ed ora torniamo a noi e ai libri cartacei ed al loro valore intrinseco. Ad esempio al “profumo” che emanano, se sono freschi di stampa, o al “pieno” di polvere che facciamo (a livello di polmoni) se leggiamo libri vecchi di secoli, magari in una Biblioteca. Da piccolo mi colpì molto quando mio padre mi fece vedere il film “Fahrenheit 451” al Cinema. Un film ispirato ad un libro molto famoso tra gli amanti della fantascienza del dopoguerra e scritto da Ray Bradbury. Mi colpì la trama e la funzione che i libri cartacei avevano ed il loro intrinseco valore “rivoluzionario" quali veicoli di Cultura con la C maiuscola. Un pugno di uomini resisteva e rischiava la vita nascondendo i libri ed imparandoli a memoria perché i libri erano ormai considerati materiali per sovversivi. 

  Quel rispetto e direi quella venerazione per i libri di carta credo non la perderò mai, ma non so se per i miei nipoti e pronipoti le cose saranno le stesse diciamo tra 50 anni. In quel caso i pochi superstiti rimasti, fedeli ancora ai libri di carta, forse potranno rispondere a coloro che li interrogheranno sul motivo di questo loro amore sviscerato e forse un pochino superato come fece il ribelle Granger nel finale del film : 

   

E quando ti chiederanno che cosa facciamo,

tu gli risponderai: "Noi ricordiamo"

 

   

Alberto