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L’enigma di Einstein

  

   Cari amici del Blog, questo mese vi intratterrò con la recensione di un libro che ho letto durante le vacanze al mare. Siate clementi perché è la mia prima recensione semiseria che provo a vergare e a postare sul web; quindi avrà certamente dei limiti essendo io solamente un recensore dilettante. 

   Prima di indossare i panni del blogger quasi serio fatemi fare almeno una battuta scherzosa, per alleggerire il clima, visto che l'argomento trattato sará bello tosto ed impegnativo.

  Io credo che il buon Corrado Guzzanti, nei panni del Profeta Quello, avrebbe certamente sentenziato, al termine della lettura del libro, che:

 

« ... ti chiedi quasi quasi, e miagoli nel buio,
ma le risposte non le devi cercare fuori,
la risposta è dentro di te ... epperò è sbagliata! »
 

   Ma ritornando serio devo dirvi che si tratta di un libro che mi ha al tempo stesso appassionato e costretto a riflettere. Non capita spesso di avere sotto mano un testo con queste caratteristiche e quindi ora proverò ad invogliare anche voi a leggere questo romanzo che ho scaricato sul mio fido Kindle solo pochi giorni fá. 

   Mi riferisco al testo intitolato : “L’enigma di Einstein" di José Rodrigues Dos Santos edito da Newton Compton editori. Chi fosse curioso e volesse leggere qualche capitolo potrebbe consultare questa anteprima del libro su Google Books che consente di leggere addirittura i primi 34 capitoli, prima di scaricare il libro originale. Comunque visto che il costo è solamente di 2,99 Euro, in formato ebook, direi che il prezzo è più che accettabile.  

   Sono giunto alla lettura di questo testo in maniera "apparentemente casuale", ma come vedremo più avanti, commentando il lavoro di questo scrittore, nell'universo NULLA accade per caso. E quindi devo pensare che il fatto che il libro fosse scaricabile gratuitamente, per i clienti di Amazon Prime durante le 24 ore del Prime Day, non sia affatto un caso, ma un evento in qualche modo “determinato" e forse "programmato" da sempre.

   Ogni riferimento al Principio antropico di Brandon Carter  NON è puramente casuale. Ovviamente sto calcando la mano e sto facendo volutamente il verso all'autore, e soprattutto alla tesi principale di questo suo romanzo. Tranquilli, svelerò poco e nulla del racconto ed in nessun modo anticiperò il finale, che a mio avviso non è certamente la parte migliore di questo libro. Il pregio di questo lavoro, invece, risiede nel fatto che José Rodrigues Dos Santos è uno scrittore a tutto tondo. Si tratta di un giornalista, con la passione per la scrittura, che con questo romanzo si è cimentato nella più ardua delle imprese e cioè dare un senso, una volta per tutte, alle nostre apparentemente “insensate esistenze". 

   A mio avviso quest'opera non è affatto: "Un grande thriller", come recita ostentatamente il sottotitolo, che campeggia al centro della decisamente poco riuscita copertina. La definirei invece un'opera "tuttologica", cioè un lavoro che si prefigge di dare un senso al "tutto". E si deve riconoscere che l'autore ha studiato e si è documentato a lungo ed in prima persona, prima di accingersi a vergare i 43 Capitoli che compongono il suo romanzo.

   Ne è consapevole a tal punto José Rodrigues Dos Santos che nella Nota dell’autore, aggiunta in coda al romanzo, inserisce una frase che suona come una sfida per il lettore, quando, prima di snocciolare una nutrita bibliografia e ringraziare collaboratori ed esperti che lo hanno affiancato in questa impresa dice:

« A coloro che hanno dei dubbi sulla base scientifica di quest’ipotesi suggerisco
di consultare la bibliografia, che ho utilizzato per scrivere questo romanzo.»


   È la giusta conclusione per un romanzo che fa della verità scientifica il suo decalogo irrinunciabile e che aveva aperto le danze prima del Prologo con una frase altrettanto perentoria e lapidaria:

 

«Tutti i dati scientifici riportati in questo libro sono veri.
Tutte le teorie scientifiche qui esposte sono avvalorate da fisici e matematici.»

   La trama scorre in maniera lenta ma convincente, anche se a tratti l'autore si dilunga in descrizioni leziose e non di rado pleonastiche. I personaggi sono ben delineati, ma soprattutto mi preme sottolineare che le idee che sottendono il racconto sono non solo intriganti e ben congegnate ma direi quasi in sintonia con la vibrazione di fondo dell’universo, che come ci ricorda in più occasioni l'autore è quell'OM, cosi caro ad induisti e buddhisti.

   Un breve cenno di critica va solleato per gli incredibili refusi che ho incontrato, pochi in realtà, ma davvero degli errori madornali e grossolani, che un editore di questo calibro non dovrebbe consentire. Probabilmente si è voluto risparmiare sull’editing della traduzione italiana o forse chi ha rivisto le bozze non era un addetto ai lavori, fatto sta che è un peccato (certamente veniale) da evitare assolutamente con opere di grande diffusione e spessore, come è il caso di questo romanzo.  Nella quarta di copertina, infatti, ci viene ricordato che il libro ha già venduto oltre un milione di copie ed è ai vertici delle classifiche italiane oltre ad essere stato già tradotto in venti lingue. 

   L’autore, a volte, ha delle inspiegabili cadute di stile e si lascia sfuggire inutili frecciatine sarcastiche nei confronti di tutte le principali religioni della storia dell’umanità, e non solo. Quindi coinvolge le tre Religioni Monoteistiche ma anche l'Induismo, il Buddhismo ed il Taoismo, non disdegnando noti Nuovi Movimenti Religiosi, come ad esempio i Mormoni. Al tempo stesso, però, eleva le Religioni Storiche ad una specie di “sentiero”, che nasconde alcune importanti verità, che solo oggi la scienza moderna è in grado di confermare, calcoli alla mano.

  In questo l’autore concorda con i documenti del Concilio Vaticano II che affermano che ci sono “semi di verità” in ogni religione. In realtà anche nel passato remoto della storia della Chiesa la dottrina di Giustino già affermava che il Logos è disseminato in tutta la storia degli uomini.  Ed è questo il motivo per cui anche prima di Cristo molti filosofi con il solo uso della ragione sono arrivati ad alcune verità, anche se mai alla verità tutta interna. 

   Ma i pregi di questo lavoro non finiscono qui. Questo romanzo è un ottimo viatico per poter illustrare, ad esempio, ad una scolaresca di liceali, preferibilmente dei ragazzi del triennio finale, il punto della questione "scienza-fede", ad oggi. È un modo perfetto per avvicinare dei ragazzi giovani ma desiderosi di apprendere e di conoscere alcune delle più complicate teorie nel campo della fisica e dell'astronomia e persino della filosofia, e al tempo stesso alle verità di fondo delle principali religioni storiche attualmente praticate, sia monoteiste che politeiste.

   Non è affatto tempo perso, a mio avviso, leggere questo romanzo; anzi, ogni secondo impiegato è speso bene, e lo consiglio a tutti voi. Se vi dovesse capitare di perdervi tra i capitoli e le spiegazioni scientifiche non temete, Google e Wikipedia vi saranno sempre accanto, semplificando il vostro cammino. Prima di terminare voglio citare una breve frase, che mi sta particolarmente a cuore e mi ha colpito, e che viene pronunciata da uno dei personaggi principali durante una lezione universitaria che inaugura il nuovo anno accademico :

   «Gli atomi che fanno parte del nostro corpo sono stati creati in quel momento?» «Sì. Come ho già detto, il novantotto per cento della materia esistente si è formata durante l’eruzione d’energia del Big Bang. Questo significa che quasi tutti gli atomi che si trovano nel nostro corpo sono passati da diverse stelle e hanno già occupato migliaia di organismi differenti fino a giungere nel nostro. Abbiamo così tanti atomi che si calcola che ognuno di noi ne possiede almeno un milione che è già appartenuto a qualche persona vissuta in passato». Inarcò un sopracciglio. «Questo significa, miei cari, che ciascuno di noi ha molti atomi che sono appartenuti ai corpi di Abramo, Mosè, Gesù Cristo, Buddha o Maometto». Ci fu un mormorio generale nell’aula magna. «Ritorniamo al nostro Big Bang», disse Luís Rocha, sovrapponendo la sua voce al rumore che si era creato nella classe.

   

   Ho letto online su questo argomento la notizia che circa la metà degli atomi che formano i nostri corpi vengono da galassie lontane, non certo dalla Via Lattea, anche se sappiamo ormai da decenni che siamo fatti della stessa materia delle stelle.  

   Alla fine del romanzo forse vi sentirete meno soli nell'universo, o almeno alcuni di voi saranno convinti che la loro vita avrà comunque e sempre uno scopo. Leggetelo questo romanzo e fidatevi, non rimarrete delusi, parola di ALbert. No, non di Albert Einstein, ma del sottoscritto, che indegnamente si ritrova ad avere lo stesso nome del celebre premio Nobel per la fisica che ha cambiato, e per sempre, la storia della scienza moderna.

   Concludiamo citando Socrate, un grande saggio oltre che un filosofo ed un famoso educatore dell’antichità, che già ventitré secoli fa sentenziava: «Io so di non sapere». Un atteggiamento molto equilibrato e pienamente consapevole del fatto che ogni volta che noi crediamo di aver compreso “quasi tutto" dell'universo che ci circonda, è proprio allora che rischiamo di rimanere delusi appena diventiamo consapevoli del fatto che siamo circondati da un "mistero" che quasi certamente durante QUESTA vita e durante la vita di QUESTO Universo in cui viviamo non riusciremo a svelare.

   Facciamocene una ragione e non smettiamo mai di meravigliarci di tutto il "bello" che ci circonda, dalla particella più piccola ed invisibile alla galassia più grande, in fondo come ci ha dimostrato il geniale premio Nobel di cui sono "casualmente" omonimo:
   

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Alberto