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Notte prima degli esami

  

   Era da tempo che mi ripromettevo di scrivere questo Post sul mio Blog, e finalmente anche questo mio desiderio oggi è realtà.  Mi è capitato, a volte, in questi 41 anni che mi separano da quella “mia Maturità” del 1976, di raccontare cosa accadde quell’anno ad alcuni ex-alunni delle varie scuole dove ho prestato servizio. 

   Era un modo per sdrammatizzare il loro imminente impegno e per riportare alla memoria quella mia esperienza “memorabile”.  La “Notte prima degli Esami” è ormai nell’immaginario collettivo il noto film del 2006.  Riprende il titolo di una famosissima canzone di Antonello Venditti del 1984 che lo ha ispirato, e che vi consiglio di ascoltare mentre leggete questo Post.  Non molte persone sanno però che i fatti che vengono descritti nel film hanno preso spunto da un fatto di Cronaca riferito alla Maturità del 1976.  

   Proprio quell’anno, e durante “quella” Maturità, io ed i miei colleghi del Liceo di Milano dove avevo studiato fummo i protagonisti, nostro malgrado, di quegli eventi che ora proverò a riassumere brevemente a beneficio di tutti i miei studenti che tra una manciata di ore affronteranno la prima prova scritta di quello che oggi si chiama semplicemente “Esame di Stato”. 

  Era il 30 giugno e un’incauta suora, Preside di una scuola di Vigevano, aprì le buste sigillate delle tracce.  La prova fu sospesa e rimandata di 6 giorni, durante i quali 3.500 tra carabinieri e poliziotti consegnarono in tutte le scuole superiori d’Italia le nuove tracce destinate ai 335.000 studenti che partecipavano alla Maturità.  Fu quello il primo anno in cui partì questo infernale  meccanismo di “controllo poliziesco” sui plichi cartacei.   Lo ricordo per i ragazzi di oggi, a quei tempi si era ormai entrati in pieno negli “anni di piombo”, le Brigate Rosse erano una triste realtà ed erano già  molto presenti in tutto il territorio nazionale, e certamente quei poliziotti e carabinieri avrebbero avuto di meglio da fare.  

   Nel tempo, e con lo sviluppo della tecnologia, si passò negli anni successivi dalla consegna manuale dei plichi cartacei ai plichi digitali criptati inviati via internet.  Per i più curiosi suggerisco la visione di un breve video intitolato “1976 : la maturità aperta”  che illustra gli avvenimenti anche con immagini dell’epoca.   Quel cambio di “tracce" per me fu un vero colpo di fortuna.  Le nuove tracce contenevano infatti una frase tratta da “Lettera ad una Professoressa” della Scuola di Barbiana, creata da don Lorenzo Milani :  

”  Perché è solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l'espressione altrui.

Che sia ricco o povero importa meno. Basta che parli. ”

   Per mia fortuna avevo letto quel libro, insieme a tanti altri.  Durante gli anni del Liceo ho letto moltissimo, solo libri che mi attiravano o mi incuriosivano però, soprattutto di Psicologia, ed ho studiato molto poco, soprattutto il Greco.  E questo, oggi che sono Professore e col senno di poi, ovviamente non lo consiglio ai miei alunni!

   Insomma, se ci pensate bene, le tracce trafugate e l’annuncio della sospensione dell’esame sono i due assi portanti del film che si ispira alla Canzone di Antonello Venditti e che ha tra i protagonisti l’indimenticabile Giorgio Faletti, che interpreta il Professor Antonio Martinelli, detto “La Carogna”.  Uno stereotipo di docente, che mostra comunque anche il lato umano della persona. Ci sarebbe poi molto da dire della scuola italiana, e non solo. Ma non è questa la sede adatta per piangere sul “latte versato” delle mille riforme inutili, o peggio ancora, sbagliate.  Non solo non ci hanno fatto diventare un “modello" come la Finlandia, ma nella maggior parte dei casi hanno peggiorato la situazione preesistente.  Per carità, non voglio dire che anche da noi non ci siano sacche di “eccellenza”, per fortuna ci sono, ma sia i docenti sia gli alunni, in Italia, non sono affatto incentivati a fare del loro meglio.  Se accade, e dove accade, è solo per merito di quei singoli docenti e dei loro ragazzi, in barba a qualsiasi “pseudo riforma” calata dall’alto. 

   Non posso non ricordare in questo Post i nostri due colleghi del Liceo, “Cesare e Roberto”, insieme ai quali facemmo quell’esame nel luglio del 1976, e che non non sono più insieme a noi 41 anni dopo, a ricordarlo, quasi con nostalgia.  E nemmeno “Chiara”, una mia alunna dello scientifico di qualche anno fa, che è riuscita a frequentare solo la prima classe al Liceo Giordano Bruno, e che la Maturità non potrà mai farla, visto che ci ha lasciato così presto, al termine di una lunga malattia.  Ci penso spesso, ma ogni anno il giorno della prima prova il mio pensiero va soprattutto a loro tre. 

   Concludo questo Post con una nota positiva rivolta soprattutto ai miei studenti del quinto anno. Le statistiche sono dalla vostra parte, l’ostacolo principale è stato superato, l’essere ammessi all’esame.  Questo poi è il penultimo anno di questo “Vecchio esame di Stato”.  Dal 2019 andrà in pensione, e voi tutti ormai sarete “oltre”, avviati agli studi universitari, o (e ve lo auguro di cuore) al lavoro.  Quindi “Keep Calm and Carry On”, come si diceva nel 1939, alla vigilia della temuta invasione della Gran Bretagna.  Certo la prima prova non può essere paragonata ad una guerra, ma genera certamente ansia.

   E ricordate che come dice un saggio :  L’ansia non ci sottrae il dolore di domani, ma ci priva della felicità di oggi”!  Forse un modo per allentare l’ansia e distrarvi ve lo posso offrire io, ho deciso di distribuire solo per questa occasione, ed in via del tutto eccezionale, la versione provvisoria del “mio 1976”, solo uno dei 60 anni della mia Autobiografia.  Manca solo "la poesia” che credo inserirò nella versione originale e definitiva del Libro intitolato :

 

Aspettando il ritorno della Cometa di Halley

(UN NONNO SI RACCONTA AL NIPOTINO) 

che uscirà il 21 di Ottobre di questo anno.  Leggete in quali grossi guai mi trovai io al vostro posto, tanti anni fa, e fatevi una risata, se sono riuscito a cavarmela io, state certi che ve la caverete anche voi!  

  Vi auguro ogni bene, cari ragazzi e ragazze, siamo stati insieme 5 anni, e spero di potervi incrociare di nuovo su FB o da qualche parte “dal vivo”, in futuro, fatevi onore e fate sempre del vostro meglio.  E non dimenticate cosa dice “la carogna” al suo studente che stava per affrontare la Maturità, studiate sempre Leopardi ... non si sa mai  ;-) 

 

Vedi, Molinari ... Luca ... l’importante non è quello che trovi alla fine

di una corsa.  L'importante è quello che provi mentre corri.

E per tornare a noi, studia Leopardi.  Se all'esame sei in difficoltà te lo chiedo."

 

  

Alberto