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     Oggi è il GIORNO DELLA MEMORIA e questa mattina mentre ne parlavo con alcuni studenti in una delle mie classi rievocando i fatti e gli avvenimenti che si riferiscono all'Olocausto ho avuto l'idea di scrivere questo Post sul Blog. 

   Spesso nel corso degli ultimi anni ho utilizzato la Figura di Viktor Frankl per affrontare questo argomento nelle classi. Questa figura mi è molto cara sin dai tempi dell'Università, è l'unico tra gli psicoterapeuti del novecento che mi ha davvero convinto.  Non certo la psicoanalisi, che è stata il mio primo amore, oppure il comportamentismo o altre correnti, solo la LOGOTERAPIA mi ha, da subito, dato l'idea di una terapia significativa in campo psicologico. Credo di poter affermare, senza timore di essere smentito, che senza l'esperienza dei LAGER in cui Frankl è stato tra il 1942 e il 1945 oggi non avremmo la Logoterapia.   La devastante e profonda esperienza personale di Frankl, descritta in maniera davvero magistrale in uno dei più grandi Bestseller mondiali, tradotto in 26 lingue e distribuito (solo in USA in oltre 9 milioni di copie) intitolato : "Uno psicologo nei lager" scritto di getto in 9 giorni e 9 notti da un uomo distrutto nel fisico e nella psiche ma determinato a raccontare la sua personale odissea in una condizione di sofferenza estrema, mi ha profondamente toccato quando ebbi l'occasione di leggerla, per la prima volta, una quarantina di anni fa, durante i miei studi universitari. Ho avuto modo di rileggere questo libro appassionante qualche anno dopo, ormai insegnante, dovendo constatare che è uno dei libri più interessanti che io abbia letto in vita mia. 

   Ma questa mattina non mi sono limitato, come altre volte, a presentare Frankl ed il suo libro, per commemorare la Shoah. Ho voluto fare una veloce carrellata sui misfatti compiuti da "tiranni" e "dittatori" nel corso della Storia. Mi sono limitato ai principali per non dilungarmi troppo, e ho mostrato a degli alunni increduli quanto possa essere profondo l'abisso che gli esseri umani possono raggiungere se decidono di utilizzare la loro intelligenza e la loro libertà a fin di male. Hitler non è stato certamente il solo essere umano che ha "raschiato il fondo del barile" della crudeltà e della "follia omicida gratuita". 

   Come non ricordare, ad esempio, il "GENOCIDIO dei Nativi Americani", forse il più grande (100-120 milioni di vittime) ed esteso massacro sistematico di esseri umani (durato oltre 4 secoli) della Storia del genere Umano. Anche le "Persecuzioni dei Cristiani" nel Mondo negli ultimi 20 secoli non sono da meno (circa 70 milioni di morti), così come la tragedia che ha colpito il popolo cambogiano per opera dei "Khmer Rossi" (2 o 3 milioni di morti) negli anni '70 del secolo scorso.  Sempre nel secolo scorso non possiamo non citare il "Genocidio Armeno" (1,5 milioni di morti) e quello del "Ruanda"  (quasi 1 milione di morti).

   Episodi "solo apparentemente minori" come quello delle Foibe o altri, che coinvolgono numeri più modesti di persone, non devono far pensare che l'odio e la violenza non siano gli stessi. In modo particolare nel secolo appena passato sembra che l'uomo abbia voluto toccare con mano la sua capacità di distruggere e di far soffrire i suoi simili. E' in questo contesto che la figura di Viktor Frankl svetta tra tutti gli altri. Lui ha toccato con mano e subito sulla sua pelle per anni questo sentimento di odio. E' stato toccato nell'animo e dal profondo del suo essere è riemerso per dire che malgrado tutto è necessario avere fiducia nell'uomo. Ricordo ancora la descrizione fatta nel suo libro di un medico delle SS in uno dei Lager dove è stato prigioniero, che a rischio della sua vita procurava ai prigionieri cibo e medicine.

   In questo video (da cui ho ricavato il titolo del mio Post) si vede e si sente Frankl enunciare in modo chiaro la sua fiducia nell'uomo, malgrado tutto.  In qualunque uomo senza distinzione di razza o di religione o di classe sociale, persino un ragazzo a rischio può essere salvato se si riesce a fargli intravedere quello che è lo scopo e il senso della sua vita, secondo Frankl

   Concludo riportando una citazione di Frankl, tratta dal suo libro più riuscito, e che mi è sempre servita da bussola in questi anni. La ritengo così importante che la ho voluta inserire nella mia prima pagina HTML pubblicata sul Web quasi 20 anni fa nel mio primo Sito Internet visibile qui : 

http://www.amitrani.it/sitohtml/archivio/

  

Da tutto ciò possiamo apprendere che sulla terra esistono soltanto due razze umane, e solo queste due; la razza degli uomini per bene e quella dei poco di buono. Queste due razze sono diffuse ovunque, penetrano e s'infilano in tutti i gruppi. Nessun gruppo è composto esclusivamente da persone per bene o esclusivamente poco di buono. In questo senso non esiste dunque un gruppo di razza pura, e per l'appunto, vi furono persone per bene anche tra le sentinelle. La vita nel campo di concentramento mise senza dubbio a nudo un abisso che giunge fino all'intimo dell'uomo. Dobbiamo stupirci se in questa profondità non appare nient'altro che l'umano? L'umano per ciò che realmente è: un'amalgama di bene e di male! L'incrinatura che attraversa tutto l'essere umano e distingue il bene dal male, raggiunge anche tali profondità e appare dunque anche nel fondo dell'abisso rappresentato dal Lager.

                                                                                                   (da "UNO PSICOLOGO NEI LAGER" pag. 144)

  

 

Alberto