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 "Cari amici ... vi scrivo ... cosí mi distraggo un pò ... e siccome siete molto lontani ... più forte vi scriverò."
 
   Forse Lucio Dalla avrebbe esordito cosí … iniziando questo post a cavallo tra due anni importanti di questo nuovo millennio. "Importanti per chi" ... chiederete voi? Per tutti immagino ... ma certamente importanti per me. Il cantante scriveva questa canzone nel 1978, al culmine degli anni di Piombo, l'anno dell'omicidio Moro, uno degli ultimi veri “statisti” di questo povero martoriato Paese che è l'Italia. E' incredibilmente attuale questa canzone se si legge attentamente il testo e cerca di portare un minimo di speranza in un periodo buio e tormentato. L'anno che sta finendo sarà certamente ricordato come l'anno delle 3 crisi. Quello che verrà ci auguriamo possa portare con sè altrettante "risoluzioni" a queste crisi che preoccupano molti. Le 3 crisi sono facilmente identificabili, soprattutto per chi come il sottoscritto segue quotidianamente la Borsa, nei 3 grandi spauracchi che venivano agitati dalla stampa prima del compiersi degli eventi. Mi riferisco alla Brexit, alla Elezione del Presidente degli Stati Uniti e al Referendum italiano sulle Riforme Costituzionali. Ora, col senno di poi, possiamo dire che si è certamente trattato di una “tempesta perfetta” ma non di una “Apocalisse”. Siamo ancora vivi e vegeti (quasi tutti) ma il problema non è tanto il “SE siamo” ma il “COME siamo”. Dal punto di vista “strettamente economico” e speculativo l'unico grosso scossone lo si è avuto con la Brexit. Alla fine di giugno la Borsa è davvero andata a picco specialmente quella italiana, ma dopo l'evento di Novembre (Elezioni Presidenziali) e quello di Dicembre (Referendum Italiano) non è andata affatto così, anzi paradossalmente sia la Borsa USA che quella italiana hanno riguadagnato i livelli pre-Brexit. A differenza della Borsa tedesca o americana, però, che hanno incrementato i guadagni rispetto a gennaio, noi in Italia abbiamo solamente recuperato il baratro di giugno, ma siamo ancora lontani dai livelli di gennaio 2016. Questo significa solo una cosa: gli unici che hanno davvero “perso” ricchezza nel 2016 siamo noi italiani. Qualcuno potrebbe dire non è una novità ed infatti per confermare questo dato basta guardare l'andamento della Borsa negli ultimi 10 anni da quel 2007 anno pre-crisi ad oggi. La Borsa Italiana ha più che dimezzato il suo valore, quella tedesca e americana lo hanno raddoppiato. In parole povere se un tedesco o un americano avevano in tasca 100 euro nel 2007 ora ne hanno 200 mentre i nostri 100 si sono ridotti a 50. Oggi noi abbiamo nelle nostre tasche  … un "misero e desolante" quarto dei beni che sono finiti nelle tasche degli altri. Naturalmente per tenere a freno i populisti diremo subito che ad oggi abbiamo ancora un quarto della ricchezza di altri (americani e tedeschi) proprio perché siamo nell'euro. Se dovessimo uscirne forse quei 50 euro diventerebbero 20 o al massimo 30 … cioè un decimo del valore dei beni accumulati da americani e tedeschi nello stesso lasso di tempo. Per il 2017 probabilmente l'ombrello di Draghi e della BCE ci risparmieranno il peggio ma poi ... che ne sarà di noi negli anni successivi?  Dilettanti della politica come Grillo e Salvini questo semplice concetto non lo capiranno mai o forse lo hanno già capito e hanno saggiamente convertito i loro beni in oro o diamanti (come fece il “senatur” Bossi qualche anno fa).  Insomma con la crisi, causata dagli americani, "Lehman Brothers docet"  gli unici che ci hanno rimesso siamo noi, i Greci ed i paesi del Sud dell'Europa. La Germania ha fatto le Riforme e dopo l'unificazione ha preso il timone della UE. E noi siamo rimasti a guardare per quasi un ventennio battendo le mani allo "sgangherato e patetico messia di turno" che pensava solo a salvare le proprie aziende e ad arricchirsi. Oggi, per via di una "Nemesi sacrosanta", proprio lui rischia di perdere quelle aziende per le quali ha svenduto allegramente l'Italia, tra festini e orge forsennate, adatte più alla decadenza di un Impero che alla "messicanizzazione che dilaga nel nostro Paese". 
   Questo post non ha comunque l'obiettivo di fare il punto sulla situazione economica a livello mondiale. A certe cose sarebbe meglio non pensare, in realtà, per non rischiare di cadere in depressione. Non esiste una vera e propria via d’uscita per noi e forse l'unica fiaccola che rimaneva ancora accesa si è spenta il 4 Dicembre insieme alla speranza di cambiare un pochino le cose. Probabilmente avremmo impiegato una ventina di anni a rimetterci in piedi dal punto di vista economico ma almeno avremmo avuto un minimo di speranza. Purtroppo il desiderio di rivalsa (in parte comprensibile) contro questa classe politica è prevalso e la ragione è andata decisamente a dormire. Tempo fa qualcuno più saggio di me disse “... il sonno della ragione genera mostri ...” e non aveva tutti i torti purtroppo. Ormai è fatta, inutile piangerci addosso, ci aspettano anni bui dal punto di vista economico. I nostri figli pagheranno il conto delle nostre scelte “scellerate” di questi anni … così come noi stiamo pagando il conto degli “sperperi ciechi” ed immotivati dei nostri genitori durante gli anni del boom economico. La storia non perdona e prima o poi presenta il conto. Tocca a noi pagarlo (purtroppo) per cui rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di salvare il salvabile. Quindi il 2016 è stato un vero “Annus Horribilis” (e non solo per le morti di cantanti e attori che fanno audience ma cambiano poco la nostra vita quotidiana) … potrebbe pensare qualcuno. Forse sì ma io penso anche che potrebbe essere una sorta di opportunità. Il bello di arrivare a toccare il fondo è quello che si può solamente risalire. Queste considerazioni ovviamente sono riferite all'Italia, all'Europa e al Mondo intero.
   Per quel che mi riguarda, in realtà, il 2016 ha avuto in serbo anche cose belle. La prima e più rilevante è stata la notizia che il prossimo anno diventerò nonno.  Notizia niente affatto trascurabile, anzi, proprio nei giorni di fine giugno e inizio luglio (il peggio della Brexit) mi ha fatto intravedere una luce nelle tenebre. In fondo l'economia è importante ma le cose veramente importanti sono altre. Gli affetti e le persone care per me superano qualsiasi buona notizia in campo economico. La notizia che diventerò nonno mi ha talmente “toccato” che alla fine mi ha fatto prendere una decisione che dovrebbe vedere la sua realizzazione proprio in quel 2017 che è alle porte. Ho deciso di scrivere una sorta di autobiografia con un taglio particolare e cioè una cronologia dei miei primi 60 anni raccontati a mio nipote. Un’occasione per riflettere in prima persona su quello che è accaduto nel mondo e al sottoscritto negli ultimi 12 lustri. Nel 2016 ho dato vita a questo piccolo Blog e nel 2017 spero di continuare a portarlo avanti in maniera dignitosa rendendolo un mensile, cioè dandomi come impegno di scrivere almeno un post al mese. E se devo essere sincero fino in fondo mi auguro che il prossimo anno sia l'ultimo per me di insegnamento full time. La Fornero mi avrà anche “rubato” 8 anni di vita con la sua “infame” Riforma … ma spero che il suo "indegno successore" il Perito Agrario Poletti (che nel frattempo ha rubato il futuro dei nostri figli) non mi scippi almeno il sollievo di avere un “sudato e meritato” part time negli ultimi anni della mia vita lavorativa.
   Insomma questo post voleva essere una sorta di primo bilancio delle cose messe in cantiere in questo 2016 e che voglio continuare con entusiasmo nel 2017. Ogni anno è diverso dagli altri, anche se alla fine poi si assomigliano tutti, come dice il cantante nella sua famosa canzone. Quindi vi chiederete voi a questo punto, quale è il senso profondo di questo post?
   E' semplice ed è indicato magistralmente dall'ultima strofa della canzone di Lucio Dalla :

 

“L'anno che sta arrivando tra un anno passerà,

io mi sto preparando ... è questa la novità”

 

 

 

Alberto